Rafforzate le misure
di sicurezza per il
magistrato. Nel suo ufficio
era già stata lasciata
una lettera intimidatoria
e sulla porta di fronte
allo studio era apparsa
la scritta “a t te n to
INTIMIDAZIONI A SCARPINATO:
SPARITI I FILMATI DI SICUREZZA
PALERMO, CANCELLATE O MANOMESSE LE IMMAGINI GIRATE DALLE TELECAMERE
NEI GIORNI DELLE INTRUSIONI NELL’UFFICIO DEL PROCURA TORE DEL PROCESSO MOR
D
a Caltanissetta gli
uomini della Dia
sono piombati alla Procura generale di Palermo il 24 settembre, sequestrando i filmati girati dalle videocamere di sorveglianza nei dodici giorni
precedenti, ma quando le
hanno analizzate, gli investigatori hanno avuto un’amara
sorpresa: le immagini si sono
sovrapposte e cancellate, con
il risultato che quelle utilizzabili riguardavano solo 7
giorni; e quando hanno tentato di ri-analizzarle, i giorni
sono diventati uno solo. Errore umano, guasto o sabotaggio?
SI TINGE DI GIALLO l’indagi -ne condotta dalla Procura di
Caltanissetta sulle “incursio -ni” contro il procuratore generale Roberto Scarpinato nel
cuore del Palazzo di giustizia
di Palermo: due “avvertimen -ti” espliciti con una lettera
anonima lasciata sul tavolo del
suo ufficio blindato e una
scritta minacciosa a cc u ra (in
dialetto: “stai attento’’) vergata sulla porta di fronte al suo
ufficio, un’area presidiata per
tutto il tempo della presenza
del pg al Palazzo di giustizia,
proprio dai finanzieri che lo
tutelano.
Per fare luce sui due episodi, il
pubblico ministero Nico Gozzo ha già interrogato nei giorni scorsi gli uomini della scorta di Scarpinato per ricostruire
tutti i movimenti delle scorte,
del personale giudiziario e
delle forze dell’ordine nei
giorni precedenti il ritrovamento della scritta: che, secondo chi indaga, potrebbe
anche risalire a parecchio
tempo, forse settimane, prima
del 23 settembre, data in cui
un militare di scorta, grazie a
un effetto della controluce, si
accorse della parola impressa
sulla porta, in sé difficilmente
visibile.
I RIFLETTORI investigativi sono puntati sul corridoio al primo piano che ruota nelle due
ali del palazzo e che è protetto
24 ore su 24 sia all’ingresso che
all’uscita. Di notte, infatti, le
porte blindate dei corridoi
vengono chiuse e vigilate periodicamente dai carabinieri.
Adesso, con la scoperta dei
“buchi” nei filmati, le indagini
si presentano molto piu’ ar -due: le testimonianze degli
agenti di scorta, incrociate con
la visione delle immagini, se
fossero state complete avrebbero potuto fornire un quadro
più chiaro degli eventi sul quel
corridoio. E se le speranze di
identificare i misteriosi incursori sono diventate più flebili,
la tensione a Palermo è ancora
alta. Dopo l’istituzione di una
zona rimozione a piazza Borsa, davanti all’abitazione di
Scarpinato, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha disposto un
ulteriore rafforzamento della
scorta del magistrato.
L’allarme resta alto anche perché al Palazzo di giustizia viene continuamente disattesa la
circolare dell’ex procuratore
generale, Luigi Croce, che, per
motivi di sicurezza, aveva vietato la sosta delle auto sulla
rampa di ingresso: ieri mattina, intorno alle 13, nonostante il clima di allarme generato da lettere di intimidazione e minacce a vari pm, numerose auto blindate erano
ferme, in attesa dei magistrati
da accompagnare. E le auto
private di pm e giudici continuano a sostare a pochi passi
dall’ingresso del palazzo, su
uno spiazzo a loro riservato in
un’area considerata tra le più
vulnerabili per la sicurezza dei
magistrati.
Nella lettera anonima che il
procuratore generale ha trovato nella posta in arrivo, al
rientro dalle ferie, qualcuno
ha scritto che Scarpinato
avrebbe “esorbitato dai suoi
compiti” invitandolo a “rien -trare nei ranghi”. Per esprimere la propria solidarietà al magistrato minacciato, che sostiene l’accusa nel processo
d’appello agli ufficiali del Ros
Mori e Obinu, infine, e per
chiedere maggiore tutela nei
confronti dei magistrati antimafia, Scorta Civica ha organizzato stamane davanti il palazzo di Giustizia un sit-in che
durerà tutta la giornata, di
mattina dalle 9 alle 11,30 e il
pomeriggio dalle 16,30 alle
19,30. Al sit-in hanno aderito
anche gli studenti medi di Palermo.
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